Il 28 febbraio Ivan Minini è stato ospite del Live Talks del Triathlon di Locarno (3Locarno). Durante la puntata di quasi 1h20, insieme a Juro si è parlato della biomeccanica di corsa con alcuni particolari legati al triathlon, non da ultimo le problematiche legate agli infortuni e come prevenirli. Si è cercato di fare chiarezza sulle diverse tipologie di scarpe presenti sul mercato e quali sono i criteri nella scelta della scarpa più adatta.

A tutti i podisti e triathleti, se ti sei perso la puntata la puoi riascoltare e visionare sulla pagina facebook del Triathlon Locarno (vedi link sotto)

Link con Live Talks


L’idea di mettermi ad allenare mi frullava in testa già da qualche anno ma come atleta impegnato non ho mai avuto molto tempo. La lontananza dal Ticino e gli impegni Universitari a Basilea non hanno poi sicuramente aiutato. Bisogna comunque riconoscere che gli ultimi 4 anni di Università mi hanno aiutato ad approfondire gli aspetti tecnici legati al mondo dello sport e forse era giunto il momento di iniziare a metterli in pratica.

La mia avventura come allenatore, o “coach” come adesso qualcuno mi chiama, nasce per caso una sera a Tenero durante un allenamento di nuoto, dove tra una cosa e l’altra si discute dei progetti per la prossima stagione. Ecco allora che vengo a sapere che due atleti del Tri Team Ticino sono interessati a preparare l’Ironman di Zurigo e che cercano qualcuno che li aiuti con gli allenamenti (sono alla loro prima esperienza e non sono sicuri su come prepararsi). Non passa molto tempo che a gennaio sono già a cena con Juro e Riccardo a discutere su come pianificare la stagione in vista di Zurigo.

La motivazione è alta e spesso devo frenare questi due cavalli che hanno la tendenza a “strafare”, devo insegnare loro che nello sport non sempre fare di più paga. Spiego loro che la pianificazione è suddivisa in periodi precisi e con differenti aspetti fisici da allenare. Dopo qualche tirata di orecchie e qualche mese di allenamento il tutto sembra andare alla grande e la pianificazione viene seguita alla lettera. Purtroppo l’imprevisto è dietro l’angolo e mi trovo costretto a modificare gli allenamenti per Riccardo che ha qualche problema fisico. D’altronde questo è il mio lavoro, essere flessibile e cercare di trarre il meglio da ogni situazione. Le settimane passano veloci e Zurigo arriva in un attimo. Il giorno della gara nonostante il caldo e qualche crisi Juro e Riccardo passano la famosa “Finish line” e diventano cosi dei veri “Ironman”. Ancora adesso mi salgono i brividi quando ripenso a loro mentre passano il traguardo, li rivedo festeggiare felici con gli occhi lucidi e il sorriso sulle labbra nonostante le ore di sforzo patito. Sicuramente un risultato che li premia del duro lavoro e di qualche sacrificio fatto nei mesi precedenti.

Guardando il percorso fatto non posso che dirmi soddisfatto del lavoro svolto con Riccardo e Juro, una buona preparazione con delle ottime gare primaverili dove più volte hanno avuto modo di limare i loro personali in corse podistiche e triathlon. Nonostante gli ostacoli penso che siamo sempre riusciti a trovare la soluzione giusta e a dare il massimo. Non posso che ringraziare questi due atleti per essersi offerti come “cavie” e di aver riposto in me cosi tanta fiducia. Se oggi questo sito, blog e servizio esiste è anche grazie all’esperienza vissuta con loro. Per questo motivo ancora grazie Riccardo e grazie Juro per la stagione 2017.

 

Riccardo di corsa nella zona di rifornimento durante la tratta podistica


Quando anche il dettaglio conta per limare secondi preziosi, tema anche per gli Age-Group?

 

Ci siamo quasi, tra pochi giorni sapremo chi saranno il nuovo/a uomo/donna di ferro all’ Ironman delle Hawaii. Per eventi di questa importanza e di questo calibro tra gli atleti Pro non viene lasciato niente al caso. Anche i principali brand colgono l’occasione per presentare le ultime novità in fatto di materiali e cercano di dare ai loro atleti qualche vantaggio in più. Nel seguente articolo tratterò dei temi più caldi e attuali per quello che concerne i “marginal gains”, ovvero guadagni minimi in termini di Watt attraverso piccoli cambiamenti o accorgimenti sulla bici. Parliamo di 2-3 watt e quindi di un risparmio effettivo su un IM di circa 90-140 secondi. Chiaramente tutti questi dettagli sommati tra loro possono fare la differenza tra vittoria e sconfitta nella categoria PRO. Di seguito alcuni esempi.

 

Catene lubrificate con cera anziché con olio:

La lubrificazione di parti meccaniche con cera e paraffina è già usata da anni nel settore industriale per grosse macchine. Questo per evitare che gli ingranaggi accumulino sporcizia e non si usurino eccessivamente. Da qualche anno viene usata anche nel ciclismo per evitare di avere un’alta frizione tra catena, cassetta e pulegge. Da alcuni test risulta che queste nuove catene rispetto a una catena normale con olio hanno un minor attrito e fanno risparmiare circa 2-5 watt. A livello di usura i componenti durano più a lungo grazie al fatto che la cera non intrappola lo sporco come il grasso o oli per catene. Purtroppo la durata della cera è limitata, si parla di 160-300km dopodiché si perde ogni vantaggio. Il consiglio più grande che posso dare è di mantenere la catena pulita e evitare che accumuli sporco: si arriva facilmente a perdere l’equivalente di 10 watt con una catena sporca e mal oliata. Fateci caso la prossima volta che vedete una strana catena biancastra.

foto: cyclingtips.com

 

Cuscinetti e pulegge maggiorate:

Sempre rimanendo al sistema di trasmissione la pioniera Ceramicspeed ha qualche anno fa lanciato sul mercato delle pulegge di misura maggiore per il carrello posteriore, la loro teoria è che in questo modo la catena effettua una curva meno stretta e crea così meno attrito e trasmette meglio la potenza espressa sui pedali. Oltre a questo accorgimento vengono montati speciali cuscinetti nel movimento centrale e nelle principali parti mobili, questi cuscinetti oliati in modo specifico anche per le condizioni atmosferiche hanno una resistenza molto bassa ma anche una durata di vita molto breve. A livello di dati non tutti sono convinti del vantaggio di avere delle pulegge maggiorate mentre per i cuscinetti si parla di un risparmio di 1-3 watt. Impressiona il video pubblicato da GTN (Global Triathlon Network) dove Tyler Butterfield presenta la sua bici e mostra il risultato che ha un basso attrito nel sistema di trasmissione (vedi min 08:45).

https://www.youtube.com/watch?v=WOGLLm1WHa4

 

Larghezza pneumatici e struttura del battistrada:

A inizio anno la marca Vittoria era uscita con una novità che ha lasciato di stucco molti addetti ai lavori: dichiarava di aver messo sul mercato un nuovo tipo di copertone che faceva risparmiare watt ai propri atleti. I dati raccolti non hanno poi confermato in via definitiva il vantaggio ma pare che altre marche come anche Continental abbiano sviluppato speciali costruzioni del pneumatico e con miscele specifiche per avere una miglior resa. Al momento sono solo prototipi (si notano sulla bici di Jan Frodeno dei copertoni con la scritta “33” in bianco), magari in futuro saranno poi accessibili al pubblico. Un impatto più grande sulla resistenza di rotolamento sembra averla la dimensione dello pneumatico, infatti il copertoncino del 25mm oltre ad essere più confortevole perché assorbe meglio le irregolarità del terreno, ha anche un minor attrito di scorrimento rispetto al classico 23mm. Anche qua si apre però un discorso più ampio sull’aerodinamica. Molti professionisti montano un 23mm anteriormente per avere una miglior perforazione dell’aria mentre dietro montano un 25mm. Secondo me decisivo è avere il copertone della larghezza che meglio si adatta alla forma della nostra ruota profilata. Mavic è stata in questo campo la prima a sviluppare la ruota profilata a partire dalle dimensione del copertoncino per così creare la combinazione [cerchione + pneumatico] più aerodinamica possibile (anche con l’uso di una linguetta di collegamento).

 

foto: tritimemagazine.com 

 foto: 68.media.tumblr.com

Conclusioni:

Forse in molti stanno già facendo due calcoli per un nuovo acquisto o hanno già aperto internet per cercare alcuni prodotti. Tranquilli fermi tutti, quanto elencato fino adesso ha senso per atleti che hanno raggiunto il loro massimo potenziale fisico e che per poter fare la differenza a così alti livelli devono limare ogni possibile secondo curando il loro attrezzo. Stiamo chiaramente parlando di professionisti. Per i più umani Age-Group il tema “marginal gains” dovrebbe solo essere qualcosa di curioso ma a cui non bisogna dare troppo peso. Infatti questi accorgimenti sono solo la punta dell’iceberg, o come dice un famoso detto sarebbe come “vedere gli alberi e non la foresta”. Prima di darvi qualche consiglio mi preme specificare che tutti questi watt guadagnati da un minor attrito non significano che riuscite a spingere più watt sui pedali, ma a parità di potenza avrete una velocità maggiore rispetto al normale (stiamo parlando di valori vicini o minori a 1km/h).

Quindi cari Age-Grouper continuate con il vostro piano d’allenamento perché avete un grande potenziale. Se poi volete avere qualche vantaggio in più in gara qui di seguito trovate i 4 punti più importanti per trarre il massimo dalla vostra performance (in ordine per importanza):

  • Posizione aerodinamica sulla bici (aiutarsi con l’uso di appendici), diminuire l’area frontale esposta all’aria.
  • Mantenere il più possibile la posizione aerodinamica in gara, anche in salita e falsi piani se riuscite.
  • Casco a goccia per evitare le turbolenze che si creano dietro la testa.
  • Ruote profilate per avere una miglior perforazione dell’aria e creare meno turbolenze.

foto copertina: tri2b.com


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